a"diario di un partigiano" - lo spettacolo


 

 

Alcuni estratti dai testi e dalle canzoni dello spettacolo “diario di un partigiano”

Da un'idea di Gabriela Soltz: tratto da
"La notte è il nostro giorno. Diario di un partigiano ebreo del ghetto di Vilna” di Shmerke Kaczerginski

traduzione di Gabriela Soltz
e Anna Marcolin, Ed. Giuntina 2010

“Mai più parleremo serenamente da nessuna parte. Nelle notti di impenetrabile oscurità ci  trascinavamo come lupi famelici verso i boschi, attraverso le palizzate del ghetto e del campo di concentramento… la vita dei partigiani ebrei fu infernale. Perciò il lettore dovrà percorrere lo stesso cammino. Un cammino difficile, a volte penoso, che parte dall’inferno.”
Dalla prefazione del diario di Shmerke Kaczerginsky (Vilna 1908- Argentina 1954)

Il 6 settembre del 1941 iniziò il trasferimento degli ebrei nel ghetto, come nelle più buie giornate del medioevo…
…Tutto quello che non si scrive si dimentica… (8 luglio 1943)
Dalla cronaca di Grigory Sur (Vilna 1888- Vilna 1944)

- L’entrata nel ghetto -

Rikle Glezer, una ragazza di Vilna scrisse questa canzone dopo l’entrata degli ebrei nel ghetto e dopo l’uccisione di alcuni di loro nel villaggio vicino di Ponar.  Si unì più tardi ai partigiani e fuggì con loro nei boschi. Riuscì finalmente a vedere il  giorno in cui i tedeschi furono cacciati dal ghetto.

Era un giorno d’estate
Es iz geven a zumer tog

…La strada era lunga
Era duro camminare.
Mi sembrava che guardandoci,
perfino una pietra sarebbe scoppiata in pianto.
Camminavano vecchi e bambini
Come bestie al macello,
sangue umano scorreva nelle strade….

 - Nelle notti -

Giugno 1943
L’estate è arrivata presto
…Nell’asfissiante ristrettezza, gridiamo la canzone del nostro ghetto……Ma la nostra situazione peggiora sempre di più…In quelle notti di orrore centinaia di ebrei si coprivano di sudore scavando, perforando, misurando e costruendo, diventando essi stessi pezzi di speranza…

Hirsh Glik nacque a Vilna nel 1920. Durante l’occupazione tedesca nel 1941, Glik fu catturato assieme a tutta la sua famiglia, incarcerato e poi inviato al lager “ Vayse Veke” a 12 km da Vilna .. Quando il campo fu chiuso, nel 1943,  fu rimandato nel ghetto di Vilna, dove cominciò a svolgere attività clandestina nel FPO (Feraynte Partizaner Organization), Questo inno fu distribuito dai partigiani nel ghetto. Glik venne catturato dalla Gestapo e  inviato in un campo di concentramento in Estonia da dove riuscì a fuggire rifugiandosi  nei boschi, e dove morì lottando contro i tedeschi  a soli 24 anni.



Zog nit keynmol
Non dire mai
Hirsh Glik ( Vilna 1920- ? 1944

…Il sole del mattino illuminerà d'oro il nostro oggi
e il nostro ieri si dissolverà con il nemico
ma anche se il sole e l'alba tardassero
come una parola d'ordine, questo canto andrà di generazione in generazione.

Quindi non dire mai che hai percorso l'ultimo cammino
anche se le nuvole nascondono l'orizzonte
verrà ancora la nostra ora tanto attesa
risuonerà ancora il nostro passo "noi siamo qui".

- Armi! Armi! Armi! Dove trovarle? -

…Succeda quel che succeda, una sola cosa è chiara per tutti noi: Dobbiamo avere delle armi!
…L’idea di resistere cominciava  a prendere corpo… Girai alcuni circoli di giovani con l’intento di sollevare gli animi e prepararli alla resistenza attiva. .. Non avevamo più niente da perdere. Eravamo comunque condannati a morte.

Questo inno fu introdotto nei circoli giovanili e fu cantato a tutti i loro raduni

Yugnt Himn
L’inno della gioventù
Testo Sh. Kaczerginsky ( Vilna 1908- Argentina 1954)
Musica Basie Rubin

La nostra canzone è piena di solidarietà
Audace, il nostro passo vigoroso,
anche se  il nemico ci sorveglia dalle porte,
i giovani urlano questa canzone…

- Col comandante dei guerriglieri del ghetto -

… ma nessuno conosceva la sua vera identità…
… E’ arrivato finalmente il momento che ho tanto desiderato, sarò messo faccia a faccia  con il comandante…
…“Abbiamo bisogno di armi…Senza le armi non rappresentiamo nessuna forza… Tu devi trovare le armi, anche a costo della tua vita…”

- Nel regno di Alfred Rosenberg -

…L’istituto conteneva nei suoi archivi la più grande e importante collezione di libri ebraici, un immenso patrimonio di rarità bibliografiche, manoscritti, quadri, sculture, documenti e un importante museo teatrale…
…Ma ora la mia missione era quella di trovare le armi!
E’ li, nel quartiere generale di Rosenberg, organizai l’acquisto ed il trasposto clandestino delle armi verso il ghetto…

- Con la storia sotto terra -

Giugno 1943
…Sutzekever e io ci dedicavamo a mettere da parte i libri più importanti, rarità e manoscritti che io impacchettavo per introdurli poi clandestinamente nel ghetto…
…”Butta tutto quello che hai !”  sento che qualcuno mi urla.
“Buttalo!”  Mi sento sgomitare dai miei compagni di brigata.
In mezzo a tutta l’agitazione, con un misto di nervosismo e di paura, sento di non poter buttare i libri…

…Si avanza molto lentamente… Dall’altro lato della strada molti passanti osservano lo spettacolo.
Improvvisamente si produce un tumulto, urli, gente che si spintona… Il portone è aperto!...

- Il comandante si consegna alla Gestapo -

…Il comitato regionale decide: per evitare la lotta fratricida nel ghetto Wittenberg il nostro comandante deve presentarsi alla Gestapo….

Itzik Wittenberg
Testo Sh. Kaczerginsky

Da qualche parte il nemico
Si nasconde come un animale,
La Mauser carica nella mia mano,
all’improvviso la Gestapo
conduce nel buio della notte
un prigioniero: il comandante!...
…Fiero il comandante va verso la morte!
Restiamo ancora nascosti
Il nemico come un animale,
ancora la pistola carica nella mia mano…

- Al fuoco fratelli al fuoco! -

…Non bisognava essere un profeta per capire che stavamo vivendo la fine.
Cadaveri ambulanti! Questo pensiero non mi abbandonava un solo instante nel vedere l’aspetto degli ebrei del ghetto…

…Il teatro deve continuare a funzionare… Kasriel Broyda fa le prove del suo spettacolo: “ Moishe resisti”. Tanto il ritornello quanto il resto dell’opera, rivelano l’attuale situazione:

Moishe, resisti!
Stai attento, non arrenderti,
Resisti, Moishe,
Presto arriverà
Suona già l’ora….

…Tuttavia questa volta la chiamata dei combattenti trova risposta: Ebrei, non andate come pecore al macello! Ciascuno prenda quello che può: se non disponete di armi, prendete un’ascia, un pezzo di ferro, un legno e affrontate il nemico!

strofe citate nel diario di Kaczerginsky
dalla canzone

S’brent Under shtetl brent
Il nostro shtetl brucia
Testo e musica
Mordechaj Gebirtig (1877-1942)

Brucia, fratelli, brucia!
Solo voi potete salvarlo!
Se il paese vi è caro
Portate dei recipienti, spegnete il fuoco,
spegnetelo con il vostro stesso sangue,
fatevi avanti, potete farlo!

Non state a guardare, fratelli
Con le braccia incrociate.
Non state fermi, fratelli, spegnete il fuoco!
Il nostro paese brucia!

- La prima battaglia -

…Il ghetto era vuoto, sembrava morto La maggior parte dei suoi abitanti  erano nei sottosuoli.
… I soldati si lanciarono all’interno delle case e cominciarono a distruggere muri, finestre,mansarde e cantine…col cuore palpitante noi aspettavamo armati lo sviluppo degli  avvenimenti……Cominciò allora una ondata di terrore… “Ebrei vi ordino di uscire e vi do dieci minuti”… Giorno e notte gli spari arrivavano alle nostre orecchie. Grida… Apparvero al nostro fianco decine di ebrei disposti ad aiutarci con quello che avevano…Passò il primo giorno, il secondo….sapevamo che era suonata per noi l’ultima ora……“ Allora mamma, arrivano? – sento la voce della piccola Esther.
“ Si, figlia mia, aggrappati forte a me, figlia mia, piccola Esther”…

Composta nel ghetto di Vilna nel 1943 è stata musicata da un bambino di 11 anni

Shtiler, shtiler
Testo. Sh. Kaczerginsky
Musica Alec Volkoviski

Silenzio, silenzio, si irradiano le sorgenti
Del nostro cuore.
Finché le mura del ghetto non saranno cadute,
dobbiamo tacere…
…Non essere ancora felice bambino,
perché le tue risate potrebbero tradirci….
…presto brillerà la luce della libertà
sul tuo volto.

…La speranza comincia a penetrare, come una canzone allegra.

Minutn fun bitokhn
Minuti di certezza
Mordechai Gebirtig (Cracovia 1877- 1942)
( ghetto di Cracovia 2 ottobre 1940)

Ebrei! Siate allegri!
A lungo, spero non durerà,
finirà presto la guerra,
la sua fine presto arriverà.
Allegri! Solo non state in pena
E non aggiratevi cupi,
abbiate pazienza, certezza,
e prendete tutto come viene…

…Jane prende in braccio la piccola Esther e inonda il suo viso di lacrime.
Io rimango davanti alla finestra a guardare esterrefatto gli scaffali di libri, come se cercassi tra loro il significato del grande miracolo che si era appena avverato.

- L’addio al Ghetto -

… riceviamo le  ultime istruzioni. Ci forniscono le armi……Ognuno stacca dalla propria manica la stoffa gialla…Passo il portone chinandomi come un gatto, nel buio più completo, lasciando dietro di me l’orrore del ghetto…

Dal programma dello spettacolo di varietà  “Non puoi dire mai”

Ghetto
Testo Kasriel Broda

Ghetto!
Non ti scorderò mai…
.…Vedo le tue lacrime qui,
la tua fatica e la tua pena….
Sento le tue preghiere:
Qual è il futuro?, qual è il futuro?
Nelle  tue piccole strade sono confinato,
il cuore è così triste,
e mentre sento che duole
ti voglio ancora tanto bene …
Ghetto!
Non ti scorderò mai!

- Fame e sete -

…Penso all’ultima notte quando siamo usciti dal ghetto… e ora sdraiato sulla terra coperta d’erba sulla riva del Vilie, ricordo alcune strofe della mia canzone dei guerriglieri:

Partizaner Marsh
Marcia dei partigiani
Testo Sh. Kaczerginsky
F.P.O. (Fareynikter Partizaner Organizatsie –  organizazione partigiani uniti)

[la seguente strofa è citata nel Diario]
Con le nostre forti gambe
Scolpite in acciaio e piombo
Usciremo oggi dal ghetto
Per portarvi domani la libertà.

…“Cantiamo ragazzi! ” esclamò Isroelke
…Da dove viene quella forza che ravviva i corpi dei miei compagni? Il bosco ascolta la nostra canzone…Non so perché, forse perché la cantiamo alle nostre manifestazioni del primo maggio a Vilna ma improvvisamente  nasce il ritornello della vecchia canzone dei lavoratori.

Avanti, verso la lotta
Verso la lotta che è dura
Fratelli verso la battaglia
Impugnate le armi
Con forza e con potere
Aspetta la libertà
Finisce finalmente
La notte oscura.

…Cantavamo al tempo dei nostri passi, impazienti di arrivare al nostro destino.

 

- Una goccia d’amore -

…Sono state composte canzoni e ritornelli sulle nostre fidanzate vere o inventate, si sono composti nuovi testi su vecchie melodie e fino a tardi nella notte, non si smette di parlare, raccontare, ricordare….

 Scritta in aprile del 1943 dopo che la moglie Barbara Kaufman cadde in azione nel Ghetto.
Fu la canzone più popolare durante gli ultimi anni del regime nazista.

Friling
Testo Shmerke. Kaczerginsky
musica Abraham Brudno

Giro sperduto nel ghetto
Di strada in strada
Non riesco a trovare nessun conforto
Il mio amore se ne andato
Come faccio ad andare avanti?...
…Primavera porta via la mia tristezza
Restituiscimi il mio amore
La mia amata riporta a me
Primavera, sulle tue ali di malinconia
Prenditi il mio cuore
E riportami l’amore.

- Il cammino -

3 giugno 1944…La fisarmonica si agita nelle mani di Kolia, come in un brivido febbrile; sulle forti spalle dei guerriglieri, ballano i fucili automatici e i mortai, sotto la accecante luce del sole , sul prato calpestato.
…Siamo i guerriglieri del battaglione Vilna.

…Tango, fox, vals, polke, yablochkes, fino all’alba. Poi si canta una canzone fino che la luna diventa pallida e poi scompare. Quando comincia a sorgere il sole Mishke (il nostro addetto alla radio) ci annuncia che i sovietici hanno fatto irruzione nelle linee di difesa orientale…

- La liberazione sotto le macerie -

10 luglio
…Ci dirigiamo verso la città... Si sentono sempre più forte le esplosioni delle bombe e  egli spari delle mitragliatrici. Avvistiamo Vilna…

12 luglio
…la notte oscura comincia prima dell’alba per il nemico. I tedeschi sono costretti ad arrendersi.

Questa canzone fu scritta nel periodo in cui gli ebrei di Vilna venivano spediti nei campi di concentramento in Estonia ( Riga, Narva, Kivali, ecc). Nello stesso periodo l’Armata Rossa avanzava in modo considerevole e le speranze di una inminente libertà si risvegliarono negli ebrei di Vilna. Quando gli attori nei teatri del ghetto avrebbero cantato “quel giorno non più riusciranno".
Noi canteremo loro questa canzone. Fate i bagagli, fate i bagagli” si sarebbe levata una forte ovazione.

Pak zich Ayn
Fate i bagagli
Testo L Rozental (Rozenthal, Leyb (1916-1945)

Fate i bagagli, fate i bagagli,
la fine sarà migliore,
questa volta vinceremo
e saremo noi a cantar loro questa canzone
Fate i bagagli, fate i bagagli.

…arriva l’eco dei canti di guerra…Da qualche parte arrivano i suoni delle marce trionfali, eseguite da una orchestra…Tutto ci dice che è arrivata la rivoluzione, ma la nostra festa giace sotto le rovine, coperta di macerie.